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Prof. Gianluca Spina
Direttore Consorzio Universitario MIP -
Politecnico
Il ruolo delle risorse umane giustamente è stato
enfatizzato appena adesso nei processi di
internazionalizzazione. C'è un altro elemento da
tenere in considerazione e mi rifaccio a un
passaggio dell'intervento del Dr. Baldacci prima,
e cioè il fatto che nel contesto della
globalizzazione
che
stiamo
vedendo,
l'internazionalizzazione delle piccole e medie
imprese, non implica più solamente la
dimensione commerciale,quindi, diciamo, per
usare un linguaggio più diretto, imprenditori che
con la loro valigetta vanno a vendere i loro
prodotti in giro per il mondo, ma significa
sostanzialmente essere capaci di stare all'interno
di filiere globali, che si disarticolano, si
rilocalizzano, com'è stato detto anche con
dovizia di dati da interventi precedenti. La
capacità cruciale è quella di stare in network
produttivi, logistici, di ricerca e sviluppo, di
innovazione, che non sono più soltanto le tipiche
aree-distretto locali, che, nel nostro paese,
diciamo, sono state anche un riferimento, e sono
ancora un riferimento internazionale.
Allora, per fare questo, probabilmente ci sono
molte cose importanti, il ruolo del credito, degli
accordi e quant'altro, ma, certamente, le
competenze manageriali, la capacità, diciamo, di
portare all'interno delle imprese ­ qui stiamo
parlando soprattutto delle imprese, forse non
parlerei neanche di piccole imprese, ma se non
altro di medie imprese ­ è quella di saper
attrarre essenzialmente dei talenti, dei giovani,
che siano formati e che siano in grado di portare
appunto quelle capacità e quelle conoscenze che
sono necessarie a questi processi.
Allora, qui, paradossalmente, c'è una specie di
circolo vizioso, o virtuoso, dipende se si riesce a
innescarlo oppure no: senza talenti, le imprese
difficilmente riescono a sostenere processi di
internazionalizzazione, che sono diventati più
complessi e non semplicemente di capacità di
vendita; però, è anche vero che senza una
capacità, o perlomeno senza dimostrare o
proporsi come dei soggetti, come degli operatori
economici, come delle aziende che hanno già
una certa capacità di stare nei network
internazionali, non si attraggono i talenti, e
quindi questo, per molte piccole imprese ­ poi
naturalmente ci sono anche altri fattori ­ ma per
molte piccole imprese è una difficoltà molto forte
nel portarsi dentro queste competenze. Senza
queste
competenze
non
crescono
internazionalmente, ma se non hanno un certo
standing internazionale non attraggono queste
competenze. Ora, qui, credo che un ruolo
fondamentale, ovviamente, lo giochi poi il
sistema della formazione, quindi il sistema delle
università in primo luogo, poi magari, un po' più
nello specifico, il sistema, diciamo, delle scuole
di formazione manageriale, delle business
school, etc, quindi qui parlo da un punto di vista
un pochino più personale.
Purtroppo devo dire che, rispetto al bacino
latino-americano, il nostro paese è, da questo
punto di vista, molto debole, nel senso che la
capacità di attrazione media di studenti da
questo ambito geografico è molto bassa, in un
contesto dove il livello di internazionalizzazione,
in entrata, dell'università italiana è comunque
più basso di quello di altri paesi. Poi devo dire
che alcune università nel nostro paese si stanno
muovendo ­ magari anche i colleghi poi daranno
qualche testimonianza in questo senso ­ forse in
modo interessante, però certamente il flusso
principale, almeno nell'esperienza del Politecnico
di Milano, non è dai paesi del America,
nonostante una certa prossimità, certamente
culturale, maggiore che non rispetto a paesi del
Far East, ma noi abbiamo una quantità
enormemente superiore di studenti cinesi, nei
master, nei corsi di specializzazione, o di
studenti indiani, che non di studenti
latinoamericani. E quindi qui credo che ci sia
molto da lavorare. E' anche vero che la
percezione che abbiamo avuto, per lo meno
come Politecnico, nel cercare di reclutare
studenti da questi bacini, è di una certa
difficoltà. Vi è una preferenza degli studenti
latinoamericani ­ parlando sempre in senso
molto aggregato, naturalmente ci sono molte
eccezioni ­ per gli Stati Uniti, soprattutto quando
si parla di studi di tipo economico-manageriale.
E poi, se proprio bisogna pensare all'Europa, il
paese di riferimento è la Spagna, questo si
capisce molto bene.
Però, certamente, c'è una difficoltà sulla quale
noi, credo, dobbiamo lavorare molto.
Ci sono delle opportunità. Ecco, io credo che
un'internazionalizzazione vera del sistema delle