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sarebbero
state
molto
maggiori.
Conseguentemente oggi questa è una regione
dove, di fatto, un assicuratore del credito alle
esportazioni e un soggetto che offre protezione
agli investimenti come Sace, praticamente opera
in tutti i paesi e, tra l'altro, alcuni di questi rossi,
a breve, verranno rimossi, perché alcuni di
questi paesi che avevano dei crediti insoluti nei
confronti del governo italiano e nei confronti di
Sace li stanno ripagando, particolarmente nella
zona dei Caraibi.
Dicevo, è stato un anno molto importante, l'anno
che si è appena chiuso per Sace, perché il
volume di nuove garanzie emesse, quindi il
flusso di nuove operazioni, da parte di
esportatori e investitori italiani ai quali è stata
offerta copertura da parte di Sace, è stato molto
significativo. Ha raggiunto i 600 milioni di Euro
come flusso, che rappresentano circa il 6% del
totale delle garanzie emesse da Sace. Le
maggiori destinazioni sono state il Perù, il
Messico e il Brasile e, in parte, riflettono, queste
geografie, appunto, la forza relativa dell'export
italiano in queste regioni.
Vi segnalo il Perù, che fino ad alcuni anni fa, era
considerato un mercato debole, addirittura, dal
punto di vista dei rischi politici, molto difficile,
che, insieme alla Colombia, questi due paesi,
Perù e Colombia sono invece diventati dei
mercati non solo emergenti, ma anche ormai
molto stabili e subito dopo gli high performers
della regione, come il Cile, si presentano come
dei mercati con fortissime opportunità; infatti, li
troviamo come maggiori destinazioni dei flussi.
Se guardiamo invece allo stock di garanzie che
complessivamente Sace ha assicurato nel corso
del tempo, queste sono pari a oltre 2 miliardi di
Euro
e
rappresentano
quasi
il
10%
dell'esposizione totale. Questo numero è un
numero non particolarmente grande, però se si
pensa alla composizione del nostro export, ossia
a quanta parte dell'export italiano va verso i
paesi dell'America Latina, ecco questo è
comunque un numero significativo e il più
elevato di questa media.
I paesi dove abbiamo un'esposizione, in termini
di coperture maggiori, qui, guardando allo stock,
sono quelli che vedete elencati qui sotto, cioè
Brasile ­ sicuramente l'importanza della
presenza di Fiat in questo paese spiega questo
risultato ­ Venezuela, dove chiaramente siamo,
come imprese, in vari settori, molto esposti,
ricordo solo il settore delle infrastrutture; Perù e
Messico.
Il semplice elenco di alcune delle operazioni più
recenti, può darVi poi un'idea pratica di quelli
che sono i settori di punta della nostra presenza
nella regione, nel 2007 Sace ha assicurato
operazioni sia con Fiasa, che è l'affiliata di Fiat in
Brasile, per circa 60 milioni di Euro; lo stesso ha
dato copertura ad un prestito bancario di 1
milione di euro, il cui beneficiario è appunto il
produttore di pasta Antonio Amato e altre
operazioni che sono citate qui. Di importanza,
direi, strategica, a seguito della missione
istituzionale che si è tenuta nel 2007 verso il
Brasile, è la firma di un accordo con Banco do
Brasil per l'assegnazione di 100 milioni di dollari
di un pacchetto di garanzie finanziarie con
beneficiarie imprese brasiliane che comprano
beni e servizi dalle imprese italiane e quindi,
appunto, un supporto all'export.

Guardando in avanti ­ e qui mi avvio,
velocemente, a presentarVi le ultime slide ­ ci
siamo posti il problema di come aiutare le
imprese
italiane
ad
operare
ed
internazionalizzarsi in un mondo che cambia.
Questa figura presa dal Wall Street Journal sta
semplicemente a significare che oggi non esiste
più il modello tradizionale di produzione in cui
una merce viene assemblata e prodotta in un
paese ed esportata in un secondo paese. Oggi la
produzione è globale e questo esempio dove ci
sono, mi sembra, oltre 10 paesi che forniscono
componenti della produzione di questo mezzo
che vedete citato, è solo un esempio. Il
Blackberry, che molti di Voi hanno in tasca, è
fatto in 20 paesi diversi; lo stesso vale per alcuni
prodotti di larghissimo consumo.
Di conseguenza, se si vogliono aiutare le
imprese ad internazionalizzarsi, non si può
rimanere legati a un modello prevalentemente di
tipo tradizionale di aiuto all'export. E' quello che
stiamo cercando di fare, ampliando la gamma di
prodotti che Sace offre alle imprese.